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ChatGPT supererà Google? Fra quanto tempo, con i numeri del 2026 e cosa cambia per chi vende B2B

ChatGPT supererà Google: due monoliti a confronto, i numeri del 2026 su ricerche e decisioni B2B — Immagine generata con intelligenza artificialeImmagine generata con AI

In short: ChatGPT supererà Google? Confronto 2026 tra ricerche, utenti e decisioni, con i calcoli e cosa fare.

📅 Settembre 21, 2026  •  ⏱️ 17 min read


In sintesi: sul volume delle ricerche ChatGPT non supererà Google nel 2026 e, con ogni ipotesi ragionevole, nemmeno prima del 2031. Google riceve oltre 5.000 miliardi di ricerche l’anno, circa 14 miliardi al giorno, e nel secondo trimestre 2026 ha toccato il massimo storico di query. ChatGPT riceve 2,5 miliardi di messaggi al giorno, ma solo uno su quattro è una ricerca di informazioni: circa 600 milioni al giorno, il 4% del volume di Google. Il sorpasso che conta per un’azienda B2B però è un altro, ed è già avvenuto: quando un decisore deve scegliere un fornitore, la lista breve si forma sempre più spesso dentro una conversazione con un’AI, prima di qualsiasi clic. Questo articolo mette in fila i numeri verificati, i calcoli con le ipotesi dichiarate e le tre cose da fare adesso.

La domanda «fra quanto tempo ChatGPT supererà Google» arriva in quasi ogni riunione di budget da tre anni. Chi la pone ha in mente un grafico con due linee che si incrociano. Il problema è che le due linee misurano cose diverse, e chi risponde con una data sta scegliendo, di solito senza dirlo, quale delle due contare. Qui trovi le tre risposte possibili, ciascuna con la sua unità di misura, e il motivo per cui la terza è l’unica che dovrebbe cambiare il tuo piano.

ChatGPT supererà Google? La risposta breve, con le tre unità di misura

No sul volume delle ricerche, non nel 2026 e non nel 2027. Sì sulla quota di decisioni che si formano senza passare da una pagina di risultati, e questo è già in corso. La distanza tra le due risposte dipende da cosa si conta.

Definizione operativa: il sorpasso di ChatGPT su Google non è una data ma un cambio di unità di misura. Si può contare chi riceve più domande (volume), chi ha più persone (utenti) o chi orienta più scelte (influenza). Sul primo Google vince con un margine di venti a uno. Sugli utenti le due piattaforme si avvicinano. Sul terzo, per le domande complesse e le valutazioni d’acquisto, la risposta generativa ha già preso il posto della lista di link.

Unità di misura Google (dato più recente) ChatGPT (dato più recente) Sorpasso
Domande al giorno Circa 14 miliardi di ricerche 2,5 miliardi di messaggi, di cui circa 600 milioni di ricerca Non prima del 2031
Persone 2,5 miliardi di utenti mensili solo su AI Overview; 950 milioni sull’app Gemini 900 milioni di utenti settimanali; 1 miliardo mensile sull’app Convergenza in corso
Decisioni senza clic Con AI Overview i clic sui risultati scendono dal 15% all’8% Il 24% dei messaggi sostituisce una ricerca web Già avvenuto sulle domande complesse

Le fonti di ogni numero sono nelle sezioni che seguono. Prima però una regola che vale per tutto l’articolo: dove un dato ha una data di rilevazione, la dichiariamo, perché su questo tema circolano cifre presentate come attuali che misurano finestre di dodici mesi fa.

Quante ricerche fa Google al giorno nel 2026?

Più di 14 miliardi al giorno, e il numero sta ancora crescendo. Nel marzo 2025 Google ha dichiarato per la prima volta dal 2016 una cifra ufficiale: oltre 5.000 miliardi di ricerche l’anno, come riporta Search Engine Land, cioè circa 14 miliardi al giorno e 417 miliardi al mese. Dal 2016, quando il dato ufficiale era «oltre 2.000 miliardi», il volume è più che raddoppiato.

Il dato più aggiornato non è una stima, è una dichiarazione agli azionisti. Nel resoconto della trimestrale del 22 luglio 2026, pubblicato sul blog ufficiale di Google, Sundar Pichai ha detto che l’uso della Ricerca ha toccato il massimo storico durante i Mondiali di calcio, che i ricavi da Search sono cresciuti del 17% su base annua e che AI Mode ha superato il miliardo di utenti mensili producendo un aumento incrementale delle query complessive. Ha aggiunto un dato che interessa chi possiede un sito: attraverso le funzioni AI della Ricerca Google manda «miliardi di clic ai siti web ogni settimana».

Il punto da fissare è questo: tre anni dopo il lancio di ChatGPT, il volume di ricerche su Google non è calato. È cresciuto. Chi nel 2024 prevedeva un crollo aveva sbagliato l’unità di misura, e lo vediamo tra poco.

Quanti utenti ha ChatGPT e quante domande riceve?

Novecento milioni di utenti settimanali dichiarati da OpenAI nel febbraio 2026, oltre un miliardo di utenti mensili sull’app stimati da Sensor Tower a maggio 2026, e 2,5 miliardi di messaggi al giorno, dato dichiarato a luglio 2025. Sono i tre numeri con una fonte identificabile; il resto sono derivazioni.

Il primo arriva dall’annuncio di OpenAI del 27 febbraio 2026, ripreso da Yahoo Finance: più di 900 milioni di utenti attivi a settimana, contro i 700 milioni di settembre 2025 e i 400 milioni di febbraio 2025. Il secondo è una stima esterna, riportata da Reuters il 2 giugno 2026 su dati Sensor Tower: l’app di ChatGPT ha superato il miliardo di utenti mensili a maggio, l’app più veloce di sempre a raggiungerlo, in circa tre anni. Utenti settimanali e mensili misurano cose diverse e non si sommano; entrambi però dicono che ChatGPT è a portata di Google come platea di persone.

Il terzo numero è quello che serve per il confronto sul volume, ed è il più vecchio. A luglio 2025 OpenAI ha comunicato ad Axios, come riporta TechCrunch, che ChatGPT riceve 2,5 miliardi di messaggi al giorno, di cui 330 milioni dagli Stati Uniti, contro il miliardo dichiarato a dicembre 2024. Da allora OpenAI non ha aggiornato la cifra. Gli utenti settimanali sono cresciuti di circa il 30-40% tra luglio 2025 e l’estate 2026, quindi è plausibile che oggi i messaggi siano tra 3 e 3,5 miliardi al giorno. È una nostra derivazione, non un dato: la usiamo nei calcoli dichiarandola come tale.

Perché 2,5 miliardi di messaggi non sono 2,5 miliardi di ricerche

Perché un messaggio a ChatGPT è una ricerca solo in un caso su quattro. Confrontare i prompt con le query di Google è l’errore più comune in questo dibattito, e a correggerlo è stata la stessa OpenAI.

Nel settembre 2025 un gruppo di ricercatori di OpenAI, Harvard e Duke ha pubblicato con il National Bureau of Economic Research lo studio How People Use ChatGPT, su un campione rappresentativo di 1,1 milioni di conversazioni tra maggio 2024 e giugno 2025. Le tre categorie principali sono Guida pratica (29%), Ricerca di informazioni (24%) e Scrittura (24%). La categoria «Ricerca di informazioni» è l’unica che gli autori definiscono un sostituto molto vicino della ricerca web, ed è passata dal 14% al 24% in un anno. Il resto è un altro lavoro: scrivere, correggere, programmare, decidere.

Il calcolo, allora, è questo: 2,5 miliardi di messaggi al giorno per il 24% fanno circa 600 milioni di ricerche al giorno. Contro i 14 miliardi di Google, è il 4%. Anche usando la nostra stima aggiornata di 3,5 miliardi di messaggi e una quota di ricerca salita al 28%, si arriva a un miliardo: il 7%. Contando tutti i messaggi come ricerche, cosa che non ha senso ma che molti fanno, ChatGPT sarebbe al 18-25% di Google. In nessuna lettura le due linee sono vicine.

C’è un secondo dato dello stesso studio che pesa per chi fa B2B: oltre il 70% dell’uso di ChatGPT è personale, non lavorativo, e la quota è cresciuta dal 53% in un anno. L’uso professionale esiste ed è concentrato tra persone istruite in occupazioni ben pagate, cioè il profilo del decisore che compra servizi B2B. Ma è una minoranza del traffico, e va cercata con precisione, non presunta.

Quando le due linee si incrociano: il calcolo con le ipotesi dichiarate

Non prima del 2031 se ChatGPT raddoppia ogni anno le domande di ricerca, non prima del 2035 se cresce del 50% l’anno. Sono le due ipotesi che teniamo, e la seconda è oggi la più coerente con i dati.

Le assunzioni: partiamo da 800 milioni di ricerche al giorno su ChatGPT a fine 2026 (la nostra stima prudente vista sopra), e da 14,7 miliardi su Google, con Google che cresce del 5% l’anno. Il tasso storico di Google, secondo l’analisi di Bank of America sui dati dichiarati tra 2016 e 2024, è stato del 12% l’anno; il 5% è una scelta conservativa che favorisce ChatGPT nel confronto.

Anno Google (mld/giorno, +5%) ChatGPT ipotesi A (+100%/anno) ChatGPT ipotesi B (+50%/anno)
2026 14,7 0,8 0,8
2028 16,2 3,2 1,8
2030 17,9 12,8 4,1
2031 18,8 25,6 6,1
2033 20,7 — 13,7
2035 22,8 — 30,7

Perché l’ipotesi B è la più credibile: tra dicembre 2024 e luglio 2025 i messaggi a ChatGPT sono passati da 1 a 2,5 miliardi al giorno, un ritmo che annualizzato supera il raddoppio. Ma gli utenti settimanali, che sono l’altro motore del volume, sono cresciuti del 29% tra luglio 2025 e febbraio 2026, e la stessa Reuters riporta una crescita annua del 62% negli utenti dell’app nel secondo trimestre 2026. Il raddoppio annuo non regge già oggi. Dichiariamo l’incertezza: nessuno conosce la quota di ricerca dei messaggi dopo giugno 2025, e un cambio di prodotto può spostare tutto in un trimestre, come è accaduto il 7 maggio 2026 quando ChatGPT ha reso cliccabili i nomi dei brand e i referral sono quasi triplicati in una settimana, episodio che abbiamo analizzato nell’articolo sul valore del traffico che arriva da ChatGPT e Perplexity.

La conclusione sul volume è quindi semplice e poco emozionante: il sorpasso non è una questione di quest’anno né del prossimo, e la data dipende da un’unica variabile, il tasso di crescita delle domande di ricerca, che oggi sta rallentando. Chi ti dice una data più vicina sta contando i messaggi come ricerche.

Le previsioni sbagliate del 2024 e del 2025, e cosa insegnano

Insegnano che la domanda sul volume era quella sbagliata. Le due previsioni più citate del triennio non si sono avverate, e non per poco.

La prima è del 19 febbraio 2024: Gartner ha previsto che entro il 2026 il volume dei motori di ricerca tradizionali sarebbe calato del 25%, perché i chatbot generativi sarebbero diventati «motori di risposta sostitutivi». Siamo a settembre 2026 e Google ha appena dichiarato il massimo storico di query. La previsione ha sbagliato segno, non solo grandezza.

La seconda è del 7 maggio 2025. Eddy Cue, vicepresidente dei servizi di Apple, ha dichiarato in tribunale nel processo antitrust contro Alphabet, come riporta TechCrunch, che le ricerche su Safari erano diminuite ad aprile 2025 per la prima volta in ventidue anni, attribuendolo all’uso dell’AI, e che i motori generativi avrebbero finito per sostituire quelli tradizionali. Il titolo Alphabet perse il 7,5% in un giorno. Google rispose che le query complessive, incluse quelle da dispositivi Apple, continuavano a crescere. Sedici mesi dopo, i dati di bilancio danno ragione a Google sul volume.

Eppure Cue non aveva torto su tutto. Aveva ragione sulla direzione e sbagliava sull’oggetto: non sono le ricerche a spostarsi, sono le domande. Una persona che chiede a ChatGPT «quale software gestionale scelgo per una PMI meccanica con tre sedi» non ha smesso di usare Google; ha smesso di fare su Google quella domanda. E su Google fa ancora, magari più di prima, le domande brevi: un orario, un indirizzo, un nome. Il volume totale sale, la composizione cambia. Per un’azienda che vende soluzioni complesse, è la composizione che paga le fatture.

Il sorpasso che è già avvenuto: dove si formano le decisioni B2B

Sulle domande complesse, quelle che precedono un acquisto ragionato, la risposta generativa ha già sostituito la lista di link. Lo si vede da tre misure indipendenti che convergono, e lo si vede anche dentro Google.

La prima misura è di Google stessa. Con più di un miliardo di utenti mensili su AI Mode e, secondo quanto dichiarato al Google I/O 2026 e riportato dall’ANSA, oltre 2,5 miliardi di utenti mensili su AI Overview, Google è oggi il più grande motore di risposta del mondo. Il sorpasso della risposta generativa sulla pagina di risultati è avvenuto dentro Google, prima ancora che fuori. Abbiamo spiegato come funzionano le AI Overview e come esserci; qui conta l’effetto sul comportamento.

La seconda misura è il comportamento. Il Pew Research Center, su 68.879 ricerche reali di 900 adulti statunitensi nel marzo 2025, ha misurato che quando compare un riassunto AI l’utente clicca un risultato nell’8% dei casi, contro il 15% senza riassunto, e clicca le fonti citate dentro il riassunto nell’1% dei casi. Quando la risposta c’è, il clic quasi sparisce. Questo è il sorpasso sull’unità «decisioni», misurato sul motore che vince sul volume.

La terza misura è il valore di chi arriva comunque. Nell’analisi Conductor su 13.770 domini, che abbiamo dettagliato nell’articolo sul traffico AI, i referral generativi valgono circa l’1% delle visite, ma provengono per l’87% da ChatGPT e convertono da due a nove volte l’organico a seconda dello studio. Il canale è piccolo e sproporzionato in qualità, perché la qualificazione avviene nella conversazione, fuori dal tuo sito e fuori dalla tua analitica. Chi legge una risposta, memorizza due nomi e settimane dopo cerca uno dei due su Google comparirà nei tuoi report come traffico brand: l’AI ha deciso la lista breve senza lasciare traccia; è il meccanismo che spiega da dove arrivano i lead B2B nel 2026, e che abbiamo mostrato in visibilità AI e ranking Google non coincidono.

E in Italia? I numeri del mercato in cui vendi

Quasi 15 milioni di italiani usano app di intelligenza artificiale e ChatGPT supera i 10 milioni di utenti mensili, quasi un italiano su quattro. Sono dati Audicom-Audiweb riferiti a dicembre 2025, elaborati da Vincenzo Cosenza e riportati dall’ANSA: gli utenti di app AI sono raddoppiati in un anno, dai 5,2 milioni di media 2024 ai 12,7 milioni di media 2025, con Gemini in recupero su ChatGPT, un confronto che abbiamo trattato a parte.

Per il confronto, la quota di Google tra i motori di ricerca tradizionali resta oltre il 90% a livello mondiale: StatCounter la misura al 91,1% ad agosto 2026, con Bing al 4,5%. Attenzione a come leggi questo numero: StatCounter misura il traffico che i motori mandano ai siti, e ChatGPT non è nella lista. Una quota del 91% dice che nessun altro motore di ricerca ha eroso Google; non dice nulla sulle domande che non passano più da un motore di ricerca.

Tradotto per una PMI lombarda che vende a imprese: un decisore su quattro nel tuo mercato usa ChatGPT ogni mese, in prevalenza per motivi personali, ma con una quota professionale concentrata proprio nei ruoli che firmano i contratti. La domanda operativa non è «quando ChatGPT supererà Google», è «quando quel decisore descrive il suo problema a un’AI, il nome che esce è il mio o quello del concorrente?». Abbiamo raccontato cosa succede a chi fa la domanda giusta nell’articolo su come farsi citare da ChatGPT e Perplexity.

Cosa deve fare un’azienda B2B adesso, in tre lavori

Tenere la SEO come pavimento, fare GEO come piano superiore e misurare entrambi ogni settimana. L’ordine è questo perché il secondo non regge senza il primo e il terzo dice se i primi due funzionano.

1. Non abbandonare Google, perché è ancora dove passa il volume. La guida ufficiale di Google all’ottimizzazione per le funzionalità AI, che abbiamo commentato nel piano per ottimizzare un sito per le AI, dice che AI Overview e AI Mode si appoggiano agli stessi sistemi di ranking della Ricerca. Un sito che perde posizioni perde anche le fonti da cui le AI attingono. Le differenze operative tra le due discipline, e cosa resta della SEO, sono nel confronto GEO vs SEO.

2. Lavorare sulle domande, non sulle keyword. Le domande che si spostano verso l’AI sono quelle lunghe, descrittive, con un contesto: settore, dimensione, vincolo, budget. Ogni pagina che vuoi far citare deve rispondere a una di queste domande nella prima frase, con un dato tuo, datato e verificabile, e con una fonte esterna che lo sostiene. È il metodo che applichiamo a questo blog, e i numeri di questo stesso articolo ne sono l’esempio: ogni cifra ha una data e un link.

3. Misurare due canali separati. Un modello risponde a memoria, con ciò che ha assorbito nell’addestramento, oppure cercando in tempo reale. I due canali cambiano con tempi diversi e vanno misurati separatamente, come spieghiamo nella guida su come misurare la visibilità AI. Nella guida GEO 2026 di KenKeepY abbiamo rilevato che il 57,8% delle risposte di ChatGPT arriva senza alcuna ricerca sul web: su quel canale la SEO non può nulla, e per questo il numero da guardare non è la posizione ma la presenza nella lista breve.

Segnale da monitorare Dove si legge Cadenza Cosa indica
Query e impression da Google Search Console, incluso il report sull’AI generativa Settimanale Se il pavimento tiene
Sessioni dal canale «AI Assistant» GA4 (canale nativo dal maggio 2026) Mensile Quanto traffico qualificato arriva dalle AI
Lista breve a memoria Domande senza nomi, ricerca spenta, quattro formulazioni Settimanale e a ogni rilascio dei modelli Se esisti come entità
Citazioni con ricerca accesa Stesse domande con recupero attivo Settimanale Quali tue pagine vengono lette e citate
Ricerche brand su Google Search Console, query con il tuo nome Mensile L’effetto delle AI che non lascia referrer

Se ti serve un criterio per scegliere chi ti accompagna in questo lavoro, le domande da fare e i costi reali sono nella guida su come scegliere un’agenzia GEO a Milano.

Domande frequenti

ChatGPT ha già superato Google?

No, sul volume delle ricerche. Google riceve circa 14 miliardi di ricerche al giorno e ha dichiarato il massimo storico di query nel secondo trimestre 2026; ChatGPT riceve 2,5 miliardi di messaggi al giorno (dato di luglio 2025), di cui circa un quarto sono ricerche di informazioni. Sulle decisioni d’acquisto complesse, invece, la risposta generativa ha già sostituito la lista di link, dentro e fuori Google.

Fra quanto tempo ChatGPT supererà Google?

Con le ipotesi dichiarate in questo articolo, non prima del 2031 se le domande di ricerca su ChatGPT raddoppiano ogni anno, non prima del 2035 se crescono del 50% l’anno. La seconda ipotesi è oggi la più coerente con la crescita degli utenti. Ogni data più vicina che leggi in giro conta tutti i messaggi come ricerche.

Quante ricerche fa Google al giorno?

Oltre 14 miliardi, derivate dal dato ufficiale di «più di 5.000 miliardi l’anno» dichiarato da Google nel marzo 2025. Nel luglio 2026 Google ha dichiarato che l’uso della Ricerca ha toccato il massimo storico.

Quanti utenti ha ChatGPT nel 2026?

Più di 900 milioni di utenti attivi a settimana secondo OpenAI (febbraio 2026), oltre un miliardo di utenti mensili sull’app secondo le stime Sensor Tower riportate da Reuters (giugno 2026). In Italia supera i 10 milioni di utenti mensili secondo i dati Audiweb di dicembre 2025.

Gartner aveva ragione sul calo del 25% delle ricerche entro il 2026?

No. La previsione del febbraio 2024 indicava un calo del 25% del volume dei motori tradizionali entro il 2026; a settembre 2026 il volume di Google è al massimo storico. Ciò che si è spostato verso le AI non è il volume ma la tipologia di domande: quelle lunghe, descrittive e decisionali.

Se le persone usano ChatGPT, la SEO serve ancora?

Sì, ed è la condizione di partenza. Le risposte generative, incluse quelle di Google, recuperano le fonti dagli stessi indici della ricerca tradizionale. Senza posizioni non ci sono fonti da citare. Cambia la priorità: prima l’accesso dei crawler, poi i contenuti che rispondono a domande complesse con dati propri, poi le posizioni.

Come faccio a sapere se ChatGPT nomina la mia azienda?

Fai le domande che fanno i tuoi clienti, senza nominare nessuno, in una chat nuova con la ricerca disattivata, in quattro formulazioni diverse. Se compari in almeno tre su quattro esisti nella memoria del modello; se compari solo con la ricerca accesa dipendi dalle pagine che il modello riesce a leggere; se non compari, il posto è occupato da un concorrente e vale la pena capire con quale pagina.

In conclusione

ChatGPT non supererà Google sul volume delle ricerche prima del 2031, e più probabilmente dopo. Ma la domanda contiene un errore di unità di misura: non conta chi riceve più ricerche, conta chi orienta più scelte. Su questo secondo terreno, per le decisioni complesse, la risposta generativa ha già vinto, e ha vinto anche dentro Google, dove AI Mode e AI Overview servono miliardi di persone che cliccano la metà di prima. Per un’azienda B2B la strategia non è scegliere un motore, è essere presenti nella risposta, qualunque motore la scriva: con la SEO come pavimento, la GEO come piano superiore e una misura settimanale che dica se il nome che esce è il tuo.

Vuoi sapere se oggi, quando un decisore descrive il tuo servizio a un’AI, il nome che esce è il tuo? Starlead è un’agenzia SEO e GEO di Milano: misuriamo la tua presenza nella memoria e nella ricerca dei modelli generativi, e in parallelo la tenuta delle tue posizioni su Google, prima di proporre qualsiasi intervento. Parliamone: trenta minuti, solo numeri.

Testo AI-assisted e immagine di copertina generata con AI, verificati dalla redazione Starlead · Come lavoriamo